Località Santu Binidittu – Viddalba (SS)

IMG_4614

L’Angius (in Casalis, 1840) scrisse che nel sito dell’odierno abitato di Viddalba vi era l’antichissima chiesa di San Giovanni e nei suoi pressi  sono altre due chiese, una dedicata a s. Simplicio, l’altra a s. Benedetto, che dicesi reliquia d’uno stabilimento di monaci. Della prima non esiste più alcuna traccia; solo la tradizione orale riporta la sua localizzazione presso l’attuale cimitero. Della seconda è rimasto il toponimo Santu Binidittu attribuito ad una porzione di territorio ad ovest dell’abitato di Viddalba, non distante dai ruderi di Santa Maria Maddalena; l’area è caratterizzata dalla presenza notevole di pietrame che potrebbe essere l’ultimo residuo di una struttura di origine medioevale.

Nello stesso sito è presente una tomba isolata del tipo a cassone, di probabile età punico-romana, costituita da lastre litiche di forma e disposizione rigorosamente curate.

IMG_4605

gen 1, 2014 - Chiese campestri, Olbia    No Comments

Chiesa campestre di Santa Elisabetta – Olbia (OT)

lisabetta

La chiesetta campestre dedicata a Santa Elisabetta, regina d’Ungheria, si trova nella località Putzolu, frazione olbiese con circa 180 residenti ad habitat dosperso. L’edificio è nelle immediate adiacenze della SS 127 al km 6,8 circa ed è una delle tante chiesette tutte uguali fatte costruire da Pio XI, intorno al 1930. Appartiene alla neonata parrocchia di San Michele arcangelo.

IMG_3207

 

 

Chiesa campestre della SS. Trinità – Tempio Pausania (OT)

IMG_3031  IMG_3050

La chiesa della Trinità sorge in una radura circondata da sugherete e pittoreschi ruscelli, a NE della città di Tempio, al confine con il territorio di Luras, in una zona molto interessante anche dal punto di vista archeologico per la presenza di nuraghi e altre testimonianze protostoriche. Nei suoi pressi, alcuni studiosi localizzano i villaggi medioevali di Latinacho e Campo de Vinyes. Non lontano anche la chiesa campestre della Madonna di Mezaustu. Presenta all’esterno una struttura in conci regolari di granito a vista; con due ingressi e un caratteristico campanile a vela in posizione centrale nella facciata. Su un lato sono presenti dei contrafforti di sostegno in corrispondenza degli archi; sul lato opposto e sull’abside addossati alla struttura gli edifici di servizio. L’interno intonacato e dipinto di bianco è costituto da una navata con archi a tutto sesto che la suddividono in quattro campate, una delle quali è il presbiterio, separato dal resto dell’aula liturgica da alcune eleganti balaustre; sulla parete di fondo, il classico altare con la nicchia dove è collocata la statua della SS. Trinità. Fino a qualche tempo fa la chiesa era in stato di abbandono e degrado; recentemente è rinata a nuova vita per l’interessamento di un comitato, formato dai nati nel 1964, che hanno ripristinato gli antichi sentieri, da decenni intransitabili perché ricoperti da cespugli e rovi, ed e stata ripresa la tradizione della festa con i classici riti religiosi e conviviali.

gen 4, 2013 - Aggius, Chiese diroccate    No Comments

Rustico di San Sebastiano – Aggius (OT)

IMG_8913  IMG_8914

Nella verde campagna della regione chiamata Santu Bastianu a SE del paese, in una zona ricca di vigneti, attraversata da diverse strade consorziali, si trova questa costruzione non ultimata, la cui edificazione fu iniziata nel 1982, per iniziativa di un comitato formato da alcuni cittadini aggesi. Nelle intenzioni di costoro vi era l’idea di realizzare una chiesa intitolata a San Sebastiano che avrebbe anche dovuto ospitare altri simulacri di santi, venerati anticamente dagli aggesi, i cui luoghi di culto erano scomparsi nel tempo: Sant’Ubaldo, San Quirico, Santa Caterina, Santa Degna e Sant’Agata (Santa ‘Jatta). Nelle immediate adiacenze di questa struttura vi sono i resti dell’antica chiesa di San Sebastiano e, un po’ più distanti, i ruderi di Sant’Ubaldo, ambedue di sicura ascendenza medioevale.

dic 26, 2012 - Chiese campestri, Olbia    No Comments

Chiesa campestre di San Michele arcangelo (Santu Micali d’Alzachena) – Olbia (OT)

migaliolbia IMG_4143

La chiesa è chiamata localmente Santu Micali d’Alzachena, anche se si trova in territorio comunale di Olbia e dal punto di vista liturgico appartiene alla Parrocchia di San Pantaleo. La costruzione della chiesa, risalente alla fine del 1700, è legata ad una delle ultime incursioni fatte dai saraceni nel territorio. Arrivavano nei giorni di nebbia in quanto potevano così sbarcare all’improvviso senza essere avvistati cogliendo di sorpresa gli ignari abitanti. Si racconta che durante una delle loro scorrerie i famigerati pirati, nella cussogghja di Monti di Mola, catturarono un buon numero di uomini, donne e bambini, che portarono via come schiavi. Costoro durante la prigionia invocarono San Michele per avere la grazia di essere rimessi in libertà, promettendo al Santo che nel caso i loro desideri fossero stati esauditi, al ritorno a casa avrebbero costruito un chiesa in suo onore. Avuta la grazia, e ritornati nel loro territorio, sciolsero il voto immediatamente costruendo subito il santuario. La chiesa di San Michele, in passato, era il luogo dove si svolgevano alcune cerimonie particolari legate alla cultura della cosidetta “civiltà degli stazzi”. Ad esempio nei pressi della chiesa vi era un grande albero all’ombra del quale si celebravano cerimonie tendenti a fa riappacificare gente che per qualsiasi motivo “erani a la mala”, oppure era il sito dove si svolgeva la tradizionale cerimonia di lu juramentu, utilizzando qualche punga (amuleto) o altro oggetto ritenuto magico. Se il personaggio in questione avesse giurato il falso era sicuro che sarebbe morto entro l’anno. Oltre a queste si tramandano diverse leggende relative alla presenza di un suiddatu nei suoi pressi. Su un lato dell’edificio fu costruito lu chjappittu, demolito nel 1958 per far posto all’attuale cimitero. Vi si celebrano diverse feste: la prima è l’8 maggio per San Michele arcangelo; la seconda, il 16 maggio, dedicata alla Vergine e organizzata da un comitato formato da sole donne ed, infine, l’ultimo week-end di settembre, quando viene rifesteggiato San Michele.

lug 31, 2012 - Castelsardo, Chiese urbane    No Comments

Chiesa di Santa Maria delle Grazie – Castelsardo (SS)

IMG_8770

La chiesa sorge nella parte alta dell’antico abitato, nel cuore del caratteristico centro storico, dominato dalla rocca medioevale dei Doria. La sua caratteristica più rilevante è la mancanza di una facciata; l’ingresso è in posizione laterale e si affaccia su una piazzetta, alla quale si accede da un caratteristico portale con arcata. L’interno è mononavata con l’altare principale collocato nell’abside; completano l’arredamento altri altari in legno dalle linee baroccheggianti e vi è conservato il crocefisso trecentesco noto come il Cristo Nero, per via del colore del legno. La chiesa, attualmente oratorio della Confraternita di Santa Croce, in passato fu innalzata al rango di Cattedrale. La Confraternita di Santa Croce ha un ruolo molto importante nella vita religiosa castellanese, in quanto organizza tutte le manifestazioni della Settimana Santa. La processione del Lunissanti inizia e si conclude proprio in questa chiesa.

apr 6, 2012 - Bulzi, Chiese scomparse    No Comments

Resti della chiesa di Santa Lucia – Bulzi (SS)

IMG_9334

In un terreno privato alla periferia del paese, lungo la vecchia strada che porta a Perfugas, pochi frammenti di tegole e alcuni conci di pietra che costituivano la struttura muraria, stanno ad indicare il sito dove sorgeva l’antica chiesa medioevale dedicata a Santa Lucia. Non lontano vi era anche la chiesa di Santa Chiara, citata pure dall’Angius, della quale non vi è più alcuna traccia in quanto nel sito, inglobato nel perimetro urbano, sono stati costruiti alcuni moderni edifici.

Pagine:1234567...22»